giovedì 9 aprile 2009

comunicato stampa presidio RAI 9 Aprile 2009

Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
e mail: bastamortesullavoro@domeus.it

Palermo, 9 aprile 2009

Comunicato stampa

Oggi si è tenuto il presidio davanti la sede della Rai di Palermo indetto dal nodo siciliano della Rete Nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro.

Mentre era in corso il volantinaggio ai passanti e alle auto in transito, al megafono si sono alternati lavoratori e giovani per denunciare la mancata sicurezza nei posti di lavoro, nelle scuole, ma anche per denunciare il colpevole silenzio della stampa e dei mezzi di informazione che troppo spesso ignorano le lotte e le iniziative concrete che le lavoratrici e i lavoratori fanno contro la continua strage dei morti sul lavoro; in questo modo, più che rendere un servizio pubblico nei fatti si coprono le responsabilità del padronato che invece ha mille canali per non pagare mai per quelli che noi definiamo omicidi volontari; è stata anche denunciata pubblicamente la mancata attenzione della stampa verso la manifestazione nazionale del 18 aprile prossimo a Taranto di cui alleghiamo l’appello.

Solidarietà alle popolazioni dell’Abruzzo è stata espressa anche attraverso uno striscione!


Siamo purtroppo costretti a denunciare anche l’atteggiamento repressivo da parte delle forze dell’ordine che hanno contestato ai presenti al presidio il fatto di avere legato con del semplice spago i propri striscioni e manifesti sulla ringhiera in ferro dell’edificio della Rai, e, cosa ancor più grave, hanno chiesto ai presenti il documento per l’identificazione mentre minacciavano tutti di denuncia per oltraggio al decoro della ringhiera della Rai!!!

Questo atteggiamento ha indignato profondamente i lavoratori presenti, che protesteranno nei prossimi giorni nelle forme dovute.

Tutto questo rientra nel clima repressivo messo in pratica da un governo dei padroni per il quale la vita di un lavoratore vale meno di niente

Per la Rete
Rosario Sciortino
Cell. 338.7708110

venerdì 3 aprile 2009

« EVENTI STORICI DELL’ANARCHISMO IN ITALIA »


A 90 anni dalla costituzione dell'Unione Comunista Anarchica d'Italia (aprile 1919)

La Federazione dei Comunisti Anarchici organizza una giornata su:

I Comunisti Anarchici in Italia

Firenze, 7 GIUGNOVia G. P. Orsini, 44, Auditorium

Tutte le informazioni sui lavori sono consultabili sul sito della FdCA www.fdca.it

« quei giorni dal Libro “L’ANARCHISMO IN ITALIA FRA MOVIMENTO E PARTITO” della compagna e storica Adriana Dadà »

“Il congresso, che si terrà a Firenze il 12-14 aprile 1919 nei locali della Camera del lavoro, verrà preceduto e preparato da convegni regionali, fra i quali quello umbro-marchigiano, che si caratterizzeranno per lo sforzo di porre sul tappeto il problema dell’organizzazione politica, dell’organizzazione economica, del rapporto con gli altri partiti [38]. Il congresso nazionale sarà peraltro preceduto da un intenso e profondo dibattito nei convegni regionali e sulla stampa, teso ad assicurare la reale rappresentatività dei delegati e a riaffermare la necessità che essi siano delegati dei gruppi che svolgono un’attiva azione fra le masse. Il congresso, che darà vita all’Unione comunista anarchica d’Italia (Ucad’I), vede una massiccia presenza di gruppi e federazioni soprattutto dell’Italia centrale, e segna effettivamente una tappa essenziale del rilancio del partito anarchico quale organizzazione politica aggregata sulla base degli insegnamenti della Prima Internazionale [39].
Il congresso sancisce inoltre il ruolo dell’Unione sindacale italiana quale organizzazione di massa rivoluzionaria, di fatto collaterale all’Ucad’I [40].
Queste decisioni vengono seguite nei fatti da un rilancio organizzativo e dal potenziamento della stampa. Riprende infatti a uscire ad Ancona “ Volontà” che gestita da Luigi Fabbri, si affianca alle pubblicazioni già esistenti portando un contributo prezioso di analisi dei problemi politici ed economici del dopoguerra, e mettendo a punto una difesa lucida della Rivoluzione Russa.
Ma è soprattutto nella lotta che nasce e si rafforza la presenza anarchica. L’azione delle masse, la mobilitazione del proletariato di fronte all’attacco della borghesia, decisa a portare fino in fondo la sconfitta del proletariato, iniziata con la guerra , è costante. L’incendio dell’“Avanti!” dell’aprile del 1919, fa perciò nascere la proposta anarchica del Fronte unico rivoluzionario.
Anche se suggerita e stimolata dalle condizioni di unità d’azione creatasi fra le masse, in quegli anni, la proposta del Fur rappresenta in realtà la formulazione esplicita di una politica delle alleanze per l’avvio del processo rivoluzionario che assurgerà a proposta strategica del partito anarchico, dopo le ripetute verifiche della sua praticabilità. Si può anzi dire che fra le forze della sinistra il partito anarchico fu l’unico che si pose costruttivamente il problema di dotarsi in questa fase dello scontro di classe di una proposta e di un programma politico capace di aggregare alla base militanti socialisti e repubblicani , e, quel che più conta, attraverso le organizzazioni collaterali , strati e ceti diversi, intorno a lotte portate avanti da operai e contadini. Questa proposta trova un primo banco di prova nella lotta per il caroviveri, durante la quale le masse lottano unite per l’espropriazione, in nome della difesa dei loro bisogni materiali e costruiscono organismi unitari di gestione della società [41] .
Con questa esperienza comincia a prendere forma definitivamente e in maniera organica l’articolazione strategica e tattica del partito anarchico, che gli permetterà di svolgere un ruolo di primo piano nelle lotte del biennio rosso. ”

Note
38) Fra i convegni regionali preparatori, importante il convegno comunista anarchico umbro-marchigiano tenuto ma Fabriano dal 22 al 23 marzo 1919, con il seguente o.d.g.: 1) organizzazione politica; 2) organizzazione economica; 3) gli anarchici e gli altri partiti politici; 4) convegno nazionale; 5) varie; cfr. “ Il Libertario”, 20 marzo 1919. Altrettanto impegnativo il convegno dell’Unione anarchica romagnola emiliano del 23 marzo 1919, ivi.Sul congresso di Firenze v. il resoconto in “ Il Libertario”, 17 aprile 1919. L’o.d.g. fu il seguente : « 1) Rinnovazione del comitato di azione internazionale anarchica e provvedimenti inerenti al funzionamento della sua segreteria; 2) proposta della costituzione di una Federazione Anarchica Italiana; 3) accordi da stabilirsi in merito al problema della organizzazione operaia nell’attuale momento politico; 4) sistemazione della nostra stampa; 5) varie». Sulla necessità dell’organizzazione internazionale e nazionale, il congresso 38) così si espresse «Gli anarchici d’Italia riuniti il 12 aprile 1919 a convegno a Firenze allo scopo di coordinare l’azione anarchica, onde affrettare l’emancipazione economica e politica di tutti gli sfruttati, deliberano di riattivare l’Unione Anarchica Internazionale, costituendo la Sezione italiana, come solenne patto di solidarietà con tutti i compagni del mondo già in lotta contro gli oppressori».
39) «In merito all’organizzazione operaia, il convegno ritiene, che l’organizzazione e la lotta della classe operaia contro il padronato sono una necessità per il movimento rivoluzionario e che quindi gli anarchici fanno l’interesse della rivoluzione partecipandovi, per stare sempre più a contatto col proletariato, per farvi opera anarchica e rivoluzionaria e ricordando che la distruzione della società capitalistica e autoritaria , si realizza solo con i metodi rivoluzionari, e che l’impegno dello sciopero generale ed il movimento sindacale non devono fare obliare i mezzi più diretti di lotta contro la violenza e la sopraffazione statale e borghese, constata che l’Unione Sindacale Italiana è quella che attualmente si avvicina alle direttive e che è più stata, durante la guerra, fedele alla causa internazionalista, senza transigenza e senza dondolamenti; e senza creare impegni tassativi incompatibili con la convinzione che i gruppi politici e organizzazioni di classe debbono essere autonomi ed indipendenti l’uno dall’altro; raccomanda ai compagni operai di aiutare secondo le proprie forze nell’orbita delle proprie categorie di mestiere il Movimento dell’Unione Sindacale Italiana, in quanto continui a mantenersi sul terreno antistatale entiaccentratore e rivoluzionario»,ivi.
40) V. il doc..n. 47

Il libro di Adriana Dadà è disponibile presso tutte le sezioni FdCA , elenco consultabile nel sito
www.fdca.it alla pag. contatti, in Sicilia presso :
Sez. "Delo Truda" Fdca Palermo fdcapalermo@fdca.it o tramite fdca-palermo.blogspot.com
FdCA Nissoria fdcanissoria@yahoo.it o tramite fdcanissoria.blogspot.com

Costruiamo la manifestazione del 18 aprile a Taranto contro la morte sul e da lavoro

Rete Naz. Sicurezza sul Lavoro
Governo e padroni affossano il Testo Unico
Serve uno sciopero generale per difendere la sicurezza sul lavoro
Basta morti in nome del profitto
per una manifestazione nazionale a Taranto il 18 aprile
Dopo la manifestazione del 6 dicembre, in occasione dell´anniversario della strage della ThyssenKrupp (5000 in piazza a Torino) l´assemblea nazionale della Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro lancia un altro appello: il 18 aprile tutti a Taranto!
Il 2009 si è aperto con il solito tragico ritmo di morti e infortuni sul lavoro con cui si erano chiusi gli anni precedenti e, in poco più di due mesi, siamo già a quasi cento morti e migliaia di infortuni. La crisi economica e la precarietà dilagante creano le condizioni di sempre maggiore ricattabilità e instabilità lavorativa che costringe i lavoratori ad accettare condizioni di sfruttamento sempre maggiori. Il governo Berlusconi pensa agli aiuti alle imprese ed alle banche, mentre per i lavoratori non si prevedono neanche i fondi minimi per attuare le norme per la sicurezza sui luoghi di lavoro o per salvaguardare i salari falcidiati dalla cassintegrazione.
Al contrario, gli attuali tentativi di cancellazione della contrattazione collettiva nazionale e del diritto di sciopero aumentano la condizione di insicurezza per centinaia di migliaia di lavoratori che, di fronte allo spettro della disoccupazione, si trovano a dover scegliere tra lavori sempre peggiori, meno tutelati e meno pagati oppure a fare la fame.
E´ positivo il fatto che nel processo contro la ThyssenKrupp in corso a Torino, nonostante l´ostruzionismo dei legali della multinazionale, i padroni siano imputati per omicidio volontario e gli operai vengano riconosciuti come parte civile. Ma nell´azione giuridica a tutela della salute sul lavoro gli strumenti a disposizione vengono ulteriormente spuntati dal governo e dai padroni.
Infatti, l´attuale esecutivo ed i suoi ministri stanno conducendo un attacco pesante anche alle più piccole conquiste ottenute nel d.lgs. n. 81 del 9 Aprile 2008 (il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro). Con il decreto cosiddetto "Milleproroghe" sono state rinviate di mesi misure importanti come la valutazione dello stress sul lavoro, l´obbligo di assicurare una data certa al documento sulla valutazione dei rischi (e relative sanzioni), il divieto di effettuare visite mediche preventive prima di assumere un lavoratore (in violazione dello Statuto dei lavoratori) e l´obbligo di comunicazione all´Inail degli infortuni di durata superiore a un giorno.
Non solo. L´ultimo emendamento a questo decreto abolisce addirittura i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) nelle aziende con meno di 15 dipendenti e rinvia di una anno l´applicazione di ogni norma in settori a rischio come il trasporto aereo, marittimo e ferroviario!
E intanto vengono licenziati gli RLS da De Angelis a Pianeta, da Palumbo ai delegati dell´Ilva ....
Con l´aggravarsi di una crisi sempre più pesante per i lavoratori e in un clima di totale restaurazione filo-padronale, le aziende investiranno sempre di meno sulla sicurezza sul lavoro e sulle misure antinquinamento che da loro vengono viste come un mero "costo" su cui risparmiare. Così ai morti sul lavoro si aggiungono i morti per malattie professionali e quelle sul territorio da inquinamento
Di fronte a questo panorama non possiamo restare passivi, dobbiamo mobilitarci!
SABATO 18 APRILE
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A TARANTO
PER LA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO,
CONTRO LA SALUTE NEGATA E LA PRECARIETA’
A Taranto perchè l'lILVA è la fabbrica con più morti sul lavoro d'Italia, perchè è la città simbolo con più infortuni, malattie professionali tumori, inquinamento e devastazione dell'ambiente.
Riva è il padrone con più profitti d´Italia. Il padrone più processato in Italia per omicidi bianchi, inquinamento, truffa ed estorsione, mobbing e per il lager della "palazzina LAF" (operai stipati otto ore al giorno in una palazzina fatiscente, senza lavorare, per spingerli a lasciare ogni tipo di attività sindacale o accettare il declassamento del proprio livello raggiunto dopo anni di duro lavoro).
Una manifestazione ancora una volta da costruire città per città, posto di lavoro per posto di lavoro, con la chiamata a raccolta dei lavoratori, degli RSU e degli RLS, dei sindacati di base e di classe, della FIOM e del resto della CGIL, delle organizzazioni sindacali nazionali e locali, delle associazioni familiari, ispettori, tecnici della prevenzione, medici, giuristi, intellettuali e artisti; con delegazioni di lavoratori metalmeccanici, chimici, edili, dei porti, delle ferrovie, degli appalti. Le rappresentanze delle vertenze simbolo come la Thyssen, Porto Marghera, Fincantieri, la ex-GoodYear, ecc...Con la costruzione unitaria della partecipazione operaia, popolare, associativa di Taranto e di tutta la Puglia.
•Per uno sciopero generale sulla sicurezza sul lavoro.
•Per il rafforzamento e l´elezione diretta degli RLS in ogni luogo di lavoro indipendentemente dalla sua dimensione.
•Per l´estensione di tutti i diritti e le tutele minime ai lavoratori precari e a tutta la catena degli appalti e delle esternalizzazioni.
•Contro la distruzione e per il rafforzamento del Testo Unico sulla Sicurezza.
•Contro l´attacco alla contrattazione nazionale ed al diritto di sciopero.
Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro
bastamortesullavoro@domeus.it
Le adesioni vanno inviate a: manifestazione18aprile@gmail.com

venerdì 13 marzo 2009

La sicurezza dei padroni uccide

Il modo migliore per tenere le persone sotto controllo è impaurirle.
Con la crisi economica che ci affama tutti indistintamente, il potere politico gioca la carta dell’emergenza-sicurezza per distrarre l’opinione pubblica dalle vere emergenze quotidiane: disoccupazione, difficoltà ad arrivare a fine mese, precarietà, incertezza del futuro.

Per scaricare le frustrazioni collettive vengono individuati i bersagli più facili: gli immigrati e, più in generale, i poveri diventano il capro espiatorio per tutto ciò che va male.

Persino l’infamia degli stupri è stata strumentalizzata per creare il decreto-sicurezza, un provvedimento con cui, di fatto, si restringe paurosamente la libertà di espressione e si criminalizza qualunque comportamento giudicato non compatibile con l’ordine costituito.

Con la scusa della “sicurezza” il governo ha addirittura legalizzato le ronde. Ovvero, gruppi di esaltati (fascisti e razzisti assortiti) pronti a perseguitare immigrati, prostitute e barboni con la scusa della giustizia-fai-da-te.Anche il mondo del lavoro viene colpito dalla repressione governativa con gli attacchi al diritto di sciopero. Alla faccia della retorica sui morti sul lavoro e sulla mancanza di tutele.

Nel frattempo, i politicanti continuano a vivere nei loro privilegi e i padroni continuano a speculare sulla pelle dei lavoratori e della povera gente.

Dietro la cortina di fumo della sicurezza si nasconde una realtà durissima: il paese è devastato e la sua classe politica alimenta questo disagio, fomenta le guerre fra poveri e il disordine dell’ingiustizia sociale.

La crisi non è un incidente di percorso ma il risultato più naturale del capitalismo, un sistema economico assassino e ingiusto che dimostra ogni giorno di più la sua ferocia.Lo stato e tutte le articolazioni del potere hanno un solo obiettivo: difendere gli interessi dei ricchi e perpetuare il loro dominio sulla società. Non tutto è perduto se apriamo gli occhi e ci svegliamo dal torpore.I veri nemici non sono gli immigrati, ma quelli che ci umiliano ogni giorno con contratti da fame, con pensioni vergognose, con lo sfruttamento mascherato da flessibilità.

I veri nemici non sono i poveri o i senza casa, ma quelli che fanno affari miliardari con la speculazione finanziaria alla faccia dei lavoratori e in barba all’economia reale ridotta al collasso.
I veri nemici non sono quelli che manifestano per la libertà di tutti, ma quelli che scatenano la paura per poi reprimere e perseguitare in nome della loro libertà di comandare meglio.In questi tempi in cui le menzogne sono pane quotidiano, dire la verità è un atto rivoluzionario.
RILANCIAMO LE LOTTE PER LA LIBERTÀ E L’UGUAGLIANZA !
Coordinamento Anarchico Palermitano

sabato 21 febbraio 2009

DA LAMPEDUSA ISOLA-LAGER UN GRIDO DI LIBERTÀ

La recente rivolta scoppiata nel campo di internamento per immigrati dell’isola di Lampedusa è il risultato della ferocia repressiva con cui il governo italiano pretende di gestire il fenomeno dell’immigrazione. Questa ferocia si esprime nelle leggi razziste, nei decreti di urgenza che sono diventati la normalità amministrativa, nel tentativo di far sprofondare questo paese in una specie di “dittatura democratica”.
Forti con i deboli e deboli con i forti, i servi dello stato hanno deciso di eliminare i poveri, gli immigrati, i dannati della Terra. A Lampedusa, solo pochi giorni fa, una pattuglia di poliziotti ha aggredito e pestato per la strada un uomo a sangue freddo. Dopo averlo mandato all’ospedale, le guardie si sono giustificate dicendo che lo avevano scambiato per un clandestino scappato dal Centro di identificazione.

Questa è l’Italia plasmata a immagine e somiglianza dei potenti. Un paese incattivito, che scarica tutte le sue frustrazioni sugli immigrati incolpandoli di tutto: criminalità, furti, stupri, crisi. Ma quelli che governano mentono sapendo di mentire, perché non dicono che la crisi economica è frutto del capitalismo, del suo sistema fatto di sprechi e di privilegi per pochissimi mentre a rimetterci sono sempre e soltanto tutti gli altri: lavoratori, pensionati, disoccupati, immigrati.

I paesi più sviluppati non fanno altro che scaricare sul resto del mondo il costo del loro benessere. In questi tempi di crisi internazionale, chi è nato nel terzo mondo tenta il tutto per tutto; la gente emigra perché ha bisogno, emigra perché non intende morire di fame. Ecco perché la prospettiva di essere rimpatriati li fa impazzire: ecco perché a Lampedusa gli immigrati hanno scatenato la rivolta. L’ennesima in Italia, l’ennesima in tutta Europa.

In un mondo devastato dalle guerre e della povertà – quasi sempre causate proprio dai governi occidentali – c’è una massa di disperati che chiede soltanto la possibilità di avere un futuro.
Si rassegnino i politicanti di ogni colore: l’immigrazione non può essere fermata perché è proprio la voglia di vivere che non può essere arrestata!

Noi siamo dalla parte di tutti i senza potere, di tutti gli oppressi, di tutti quelli che non ce la fanno – senza distinzioni di nazionalità. Non facciamo differenza tra italiani e immigrati perché i veri nemici non sono gli immigrati ma tutti coloro che si ingrassano alle spalle della povera gente, quelli che ci affamano, quelli che ci incatenano e ci ricattano con la precarietà, la disoccupazione, la mancanza di prospettive.

Per uscire dalla crisi bisogna, intanto, fare uno sforzo: aprire gli occhi e metterci nei panni di chi sta peggio di noi. Allora capiremo che la solidarietà, il rispetto della libertà e la comprensione dei bisogni degli altri sono il primo passo per rivoltarci contro coloro che ci rendono la vita impossibile: gli stati e il capitalismo, anzitutto.


COORDINAMENTO ANARCHICO PALERMITANO
sito internet http://coordanarchicopa.blogspot.com/
e-mail coordanarchicopa@libero.it

f.i.p.

mercoledì 11 febbraio 2009

UN ABBRACCIO FORTE BEPPINO, E GRAZIE

Abbiamo taciuto come giustamente avevi chiesto, ma siamo stati nella battaglia con te, silenziosamente e con sofferenza prima, nelle piazze in questi ultimi giorni in cui si sono levati tutti i corvi neri, che non hanno avuto rispetto del tuo dolore e della dignità della vita e della morte che chiedevi per la tua adorata figlia, Eluana, e per tutti noi.


Grazie per non aver voluto fare sottobanco quello che potevi fare senza tutto lo strazio di questi anni di attesa e di sofferenza. Hai mostrato una forte dignità che abbiamo sempre visto nei tuoi occhi, hai dato un esempio di dignità e coerenza civile e laica sempre più difficile da trovare in questo nostro paese martoriato.


Alle forze clericali e politiche che hanno approfittato del tuo dolore per i loro giochi di potere sulle coscienze e sulla vita pubblica, abbiamo risposto in migliaia, donne e uomini di tutte le età, e ripetiamo:


NO PASSARAN.

13 FEBBRAIO




LAVORO PER TUTTI! DIRITTI ED ISTRUZIONE PER TUTTI!
NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!


Ormai è chiaro a tutti: la drammatica crisi economica e finanziaria viene gestita dalle imprese, dal Governo insieme a CISL, UIL ed UGL ed i costi vengono scaricati sul lavoro dipendente, sui giovani, sui pensionati.

Questa crisi mette a nudo le ipocrisie di un benessere, che era invece fondato sulla riduzione dei diritti e dei salari, sull'indebitamento in banca e sull'estensione della precarietà sociale quale modello di funzionamento delle imprese e della società.

Sono così aumentate le disuguaglianze sociali mentre la ricchezza prodotta dal lavoro se ne va ad ingrassare la rendita e i profitti. I tagli alla spesa pubblica e sociale (scuola, ricerca, sanità, pensioni) puntano a dividere e contrapporre lavoratori dipendenti privati e pubblici, a colpire le donne con l'innalzamento dell'età pensionabile.

Si fa scempio della scuola pubblica con una destrutturazione profonda, causa di future disuguaglianze e precarietà.

Si svuotano le norme per la sicurezza nei posti di lavoro a fronte di una strage infinita.

La finanziaria e il decreto anticrisi approvati dal governo confermano la volontà di umiliare il mondo del lavoro con bonus e social card.

Invece ingenti risorse pubbliche vengono trovate per salvare il sistema finanziario, ma non per sostenere le condizioni materiali di vita dei lavoratori e dei precari.

Ma non basta: ecco allora i pessimi accordi realizzati dal Governo con le Associazioni imprenditoriali e con sindacati collaborazionisti quali CISL, UIL e UGL.

Il nuovo accordo sul modello contrattuale prevede poi la riduzione del potere d'acquisto dei salari nel Contratto Nazionale e una contrattazione di 2° livello che dipende dalla redditività delle imprese e quindi dallo sfruttamento intensivo della produttività dei lavoratori, con possibile deroga dal CCNL.

Gli Enti Bilaterali, nuove forme di collaborazionismo sindacati/imprese, garantiranno uno sfruttamento più razionale, senza conflitti e rivendicazioni.
Intanto cresce il ricorso alla cassa integrazione, sono migliaia i licenziamenti di lavoratori a termine, la minaccia di chiusura di diversi stabilimenti produttivi indica l'aggravarsi della crisi e il conseguente degrado sociale che si sta determinando.

Per rispondere a tutto ciò è necessaria un'ampia e continua mobilitazione sociale, nelle categorie ed in ogni posto di lavoro.

La FdCA sostiene perciò gli scioperi indetti il 13 febbraio dalla FIOM e dalla FP della CGIL e per quanto riguarda la scuola dall'Unicobas.

E' auspicabile la convergenza di quella parte di CGIL ancora ferma sul baratro e di tutto il sindacalismo di base, del movimento della scuola/università e dell'auto-organizzazione sociale.

Occorre una piattaforma del sindacalismo conflittuale per l'unità dei lavoratori su:
• blocco dei licenziamenti e cassa Integrazione a rotazione all'80% per tutti i lavoratori colpiti;
• aumento nel tempo e nella quantità della indennità di disoccupazione;
• disapplicazione della legge Bossi-Fini per i lavoratori stranieri licenziati;
• aumenti salariali sganciati dalla produttività e recupero del drenaggio fiscale;
• disapplicazione dei provvedimenti Gelmini e Brunetta per scuola e Pubblico Impiego;
• pieni diritti e libertà sindacali nei posti di lavoro per l'auto-organizzazione dei lavoratori;
• contro ogni sanzione e repressione dell'autonoma attività di lotta e rivendicazione sindacale

Commissione Sindacale
FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
10 febbraio 2009

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