domenica 24 maggio 2009

NO "MUOS"

La Federazione dei Comunisti Anarchici Sicilia, esprime tutta la sua solidarietà militante alla popolazione in lotta contro l’istallazione a Niscemi in contrada Ulmo , all’interno della riserva Naturale, delle antenne del MUOS

Il MUOS è un sistema planetario di comunicazioni satellitari – le cui onde elettromagnetiche ad altissima frequenza andrebbero ad aggravare ancor di più la già grave deturpazione, naturalistica e ambientale, della riserva e di tutta l’aria del comprensorio, visto che sin dal 1991 nella riserva e presente una delle più grandi stazioni ( esistenti al mondo ) di telecomunicazione della marina americana (united states navy) formata da ben 41 antenne che emettono onde con valori di inquinamento superiori a quelli previsti.

Ancora una volta, devastazione, il capitale tramite i suoi stati con i loro eserciti, nella logica del potere e del profitto, impone le sue regole di dominio.

Ancora una volta, l’industria della guerra prolifera di guadagni, a discapito di qualunque logica di reale interesse sociale come la salute , il lavoro, la tutela dell’ambiente.

Ancora una volta macchine da guerra, utili solo al sistema di potere e a garantire maggiormente paura e controllo sociale.

Mentre continua la strage dei morti sul lavoro e dall’inquinamento industriale, con la complicità dei governi, che svendono la salute e l’esistenza stessa di intere popolazioni, per i loro unici interessi di profitto e di potere.

Solo attraverso la gestione diretta e dal basso, sarà possibile uno evoluzione sociale che con una riaffermata solidarietà e coscienza di classe a prassi libertaria, ci porterà a gettare le basi per una società di libere/i e uguali .

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http://fdca-palermo.blogspot.com/
Redazione Alternativa Libertaria Sicilia – alternativalibertariasic@email.it f.i.p.

mercoledì 13 maggio 2009

Alternativa Libertaria Sicilia - maggio 09 -


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pag 1 CONTRO LA MAFIA LO STATO IL CAPITALE: AZIONE
DIRETTA!

pag 2
LODE ALLE DONNE AFGANE

pag 3
Franco Serantini anarchico di vent'anni
moriva a Pisa il 7 maggio 1972.

pag 4
PRIMO MAGGIO: DIFENDERE, ALLARGARE E CONDIVIDERE LE LOTTE

pag 5 Basta Morti sul Lavoro

pag 6
I sette operai della Thyssen-Krupp uccisi di nuovo dai giornalisti italiani che non scrivono

pag 7 NON VAT

pag 8 La propaganda governativa anche al cinema




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lunedì 4 maggio 2009

Solidarietà alla Federazione Anarchica Italiana

La Federazione di Comunisti Anarchici valuta con estrema preoccupazione quanto sta avvenendo in un processo istruito a Terni, nel corso del quale il Pubblico Ministero avrebbe definito la “Federazione Anarchica Informale” come il braccio armato della Federazione Anarchica Italiana.

Questo tipo di affermazione rientra nel modo di operare classico delle polizie di ogni parte del mondo che sono costantemente impegnate a criminalizzare ogni comportamento di antagonismo sociale, riducendolo ad azione terroristica e/o insurrezionale.

La Federazione dei Comunisti Anarchici, le sue sezioni territoriali, i suoi militanti
- esprimono la propria piena solidarietà ai compagni ed alle compagne della Federazione Anarchica Italiana
- denunciano come ancora una volta lo Stato, per legittimare il proprio atteggiamento persecutorio e repressivo nei confronti di chi ha un'altra idea della giustizia sociale e della libertà, ricorra all'inganno ed alla menzogna pretestuosa, alla caccia all'anarchico
- rilevano con preoccupazione come, con tali teoremi giudiziari, si tenti di infangare e criminalizzare quell'azione costante, continua e consapevole dei militanti anarchici della lotta di classe, presenti e ben visibili sul posto di lavoro e nel sociale, pronti a rivendicare ogni giorno con la loro azione antagonista e di classe il diritto degli sfruttati di emanciparsi dal bisogno, a costruire dal basso la democrazia diretta con organismi pubblici e trasparenti, autogestiti e federati
- ribadiscono che i metodi di lotta degli anarchici nelle lotte sociali sono noti, certamente non graditi ai padroni, e hanno come obiettivo prioritario il soddisfacimento immediato e futuro dei bisogni di lavoratrici e lavoratori, la difesa di precari, immigrati, donne, quali fasce più deboli del mercato del lavoro da uno sfruttamento sempre più brutale.

- respingono qualsiasi tentativo di confondere le strutture formali, l'attività politica del movimento anarchico organizzato in Italia con qualsiasi sedicente "Federazione Anarchica Informale"

Uniti nel metodo libertario di azione e nella solidarietà di classe, questa stessa solidarietà esprimiamo con forza alla FAI anche in questa occasione.

Federazione dei Comunisti Anarchici" - Segreteria Nazionale

giovedì 30 aprile 2009

Processo Thyssenkrupp

PROCESSO THYSSENKRUPP: LE ULTIME TRE UDIENZEContinua, al ritmo di un a o due udienze settimanali, il processo allaThyssenkrupp. Le ultime tre udienze, dalla 15esima alla 17esima, sisono tenute rispettivamente: martedì 21 aprile, martedì 28 aprile emercoledì 29 aprile; hanno visto l’alternarsi di testimoni e peritidel pm, che confermano in pieno l’impianto accusatorio nei confrontidei sette imputati. Particolarmente, e giustamente, bersagliato daqueste dichiarazioni è stato Cosimo Cafueri, responsabile aziendaledella sicurezza, il quale - dopo aver tenuto, nei mesi precedentil’eccidio del 6 dicembre 2007, un criminale atteggiamento di assolutomenefreghismo nei confronti dei compiti a lui affidati dalla caricache ricopriva - sin dalla mattina successiva alla notte dell’incendio,in previsione della visita degli organi investigativi, si è attivatosin troppo tempestivamente per far ripulire lo stabilimento dai cumulidi carta, e dall’olio in eccesso, presenti in tutti i reparti dellostabilimento, ad eccezione della linea cinque che era già stata messasotto sequestro; inoltre, sempre con l’intento di nascondere le provedelle nefandezze compiute da lui e dai padroni della fabbrica in nomedel profitto, lo stesso giorno ha chiamato la ditta che si occupava disostituire gli estintori scarichi, quegli stessi che tutti i testimonifin qui ascoltati hanno detto non fossero più sostituiti - dalsettembre precedente - regolarmente, ma in maniera saltuaria. Questodimostra non solo la inestinguibile sete di profitto a tutti i costida parte dei padroni, ma anche il criminale comportamento di certipersonaggi che, per guadagnare qualche spicciolo in più, si adeguanoai voleri dei padroni anche se questi sono in contrasto con i doveriche la posizione che occupano imporrebbe a loro.Stefano Ghio - TorinoTorino, 30 aprile 2009

1° Maggio 2009

Il Primo maggio, ieri come oggi, significa rispetto per le mobilitazioni dei lavoratori di tutto il mondo che hanno sofferto, pagando anche con le proprie vite, nelle lotte per cambiare la condizione di uomini e donne sottoposte al controllo del capitalismo nel mondo.


Noi comunisti anarchici rivendichiamo la lotta per un cambiamento radicale della società verso una società di libertà, uguaglianza e solidarietà, ma non possiamo dimenticare che in molti paesi non si è ancora raggiunto il livello minimo di garanzie di espressione sindacale, e c'è chi lavora a condizioni e salari subumani. Il nostro pensiero oggi va a queste realtà con il rafforzamento delle reti di sostegno alle lotte dei popoli di tutto il mondo.
Nei paesi dell’Occidente, "culla delle libertà", il destino di uomini e donne che lavorano è
diventato negli ultimi due decenni sempre peggiore; precarizzazione, flessibilità, parole
magiche sposate da destra e sinistra in tempi non sospetti, sono ora sotto gli occhi di tutti nei
loro effetti per i durissimi colpi di una crisi nata proprio dalla diminuzione dei salari e dalla
distruzione di posti di lavoro.
Gli Stati, i vertici del G8 lo sanno e scelgono la repressione, l’oppressione e lo sfruttamento.
Scelgono di salvare le banche prima di tutto, le aziende prima di tutto. Le lavoratrici ed i
lavoratori possono aspettare ché intanto possono continuare a indebitarsi per poter vivere.
Ma anche in tempi di dura crisi il Primo maggio continua a ricordare che sono le lotte dei
lavoratori, autorganizzate e federate, che conquistano i diritti. Che non sono mai acquisiti per
sempre.
Ma che vanno difesi, allargati e condivisi con le lotte.
Perché, e le mobilitazioni in tutto il mondo lo hanno ricordato in questi mesi di crisi, le
lotte di massa, dal basso, autogestite, sono nel sangue e nella memoria storica de
movimento dei lavoratori e contrastano i dirigenti del capitalismo internazionale ed i
governi di tutto il mondo in nome della giustizia sociale e della difesa degli interessi
materiali del mondo del lavoro.
Il compito dei comunisti anarchici e dei rivoluzionari per la libertà e l'uguaglianza è di
raccogliere questa memoria e portarla nelle lotte del presente, quale forza agente parte
costitutiva del movimento dei lavoratori, un movimento che deve diventare una vera forza
rivoluzionaria in grado di distruggere il capitalismo e inaugurare una nuova era di libertà,
solidarietà e uguaglianza.
1 Maggio 2009
PRIMO MAGGIO: DIFENDERE, ALLARGARE E CONDIVIDERE LE LOTTE
Alternative Libertaire (Francia)
Federazione dei Comunisti Anarchici (Italia)
Workers Solidarity Movement (Irlanda)
Zabalaza Anarchist Communist Front (Sud Africa)
f.i.p.

www.fdca.it

lunedì 20 aprile 2009

Comunicato della rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro




Dopo la Thyssen...oltre la Thyssen...la linea di classe unitaria e di massaIl metodo della Rete vince la sfida e prosegue il suo cammino.In 5000 a Taranto (1000 per la questura e parte della stampa e tv locali chehanno dato grande risalto alla manifestazione) in una forte e spettacolaremanifestazione e in una bella e toccante assemblea finale in piazza.

Un lungo serpentone colorato di bandiere rosse guidato da donne proletarie ecentinaia di scatenatissimi giovani operai dell'Ilva, mai scesi in piazzaprima d'ora così compatti e combattivi convinti dalla linea e dalla prassiunitaria e intransigente applicata nella costruzione della manifestazione diTaranto.

E' stata una manifestazione realmente nazionale con lavoratori eassociazioni arrivati da Palermo e da Trento, da Torino e da Taranto,Marghera, Bologna, Ravenna, Perugia, Molfetta, Roma, Bari e Napoli.Tutti insieme, operai e lavoratori diverse organizzazioni sindacali,associazioni di familiari delle vittime del lavoro e centri sociali,militanti di partiti e organizzazioni e le punte avanzate delle universitàin lotta nei mesi scorsi.

Una manifestazione difficile da realizzare in unacittà del "profondo" sud. Un grande spinta dal basso in forma totalmenteautorganizzata tra le diverse forme dello sfruttamento che si sonoricomposte in unica posizione di classe.Abbiamo anche reso la "questione Riva" una battaglia nazionale.

Un padrone che i compagni di Taranto della nostra rete dello slai cobas per il sindacato di classe avevano sfidato da tempo quasi in solitudine numeri ecifre alla mano.

Lo slogan "Riva assassino", gridato spontaneamente dacentinaia di tarantini alla manifestazione, fanno capire perchè il padroneaveva giustamente percepito come un pericolo quella denuncia. Ora bisognafarne una questione nazionale e di classe piena insieme ai molti comitati dilotta dei lavoratori, comitati di quartiere e strutture territorialiambientaliste presenti alla manifestazione.

Il ponte simbolico tra la Thyssen di Torino e l'Ilva di taranto, chesembrava impossibile, è divantato sabato 18 aprile realtà in carne e ossaformato dagli operai che si sono incontrati al di fuori degli accordi osostregni del sindacalismo sia confederale che di base colpevolmente"distratti" su questa mobilitazione dal basso che va avanti da mesi e cheproseguirà il proprio percorso.

Sabato si sono finalmente incontrati in piazza e non in televisione ifamiliari di alcune delle più importanti realtà delle morti sul lavoro(Thyssen, ILVA, Umbria Olii, ecc...). Ma abbiamo anche formalizzato un nessopratico e di lotta tra le morti sul lavoro e la lotta contro precarietà,cassintegrazione, nuova contrattazione nazionale, attacco al diritto disciopero e estensione dei diritti ai precari.

La presenza del Sindaco di Taranto è stato un ulteriore successo di questamanifestazione perchè ha simbolizzato il sostegno della città alla Rete e harappresentato anche un ulteriore sostegno e riconoscimento della battagliadei familiari degli operai morti sul lavoro.

Siamo consapevoli che abbiamo vinto solo un'altra battaglia che rappresentauna tappa di un percorso di lunga durata.Stiamo costruendo la rete passo dopo passo rispetto una prassi parolaia diaddetti ai lavori e di sole denunce mediatiche su un tema così drammatico ecentrale nella lotta contro il sistema di sfruttamento capitalistico ed isuoi governi.

Abbiamo dato a tutti, senza alcuna discriminazione e con la massima buonaintenzione, la possibilità di schierarsi e tanti lo hanno fatto con adesionimassicce andate anche oltre quelle già significative della riuscitamanifestazione del 6 dicembre scorso.

Ma soprattutto vogliamo sotolineareuna partecipazione, al di là delle adesioni formali, ancora più combattiva esolida in una manifestazione in cui tutti si sono sentiti protagonisti epromotori. Con il metodo e la linea che questa Rete ha scelto sindall'inizio.A Taranto ora siamo più forti e autorevoli nella battaglia in quella che èattualmente la più grande fabbrica del nostro paese (per operi diretti eindotto), il primo stabilimento siderurgico d'Europa e uno dei primi 10 almondo. In una città dove c'è anche l'ENI e la più grande Base militareitaliana che si affaccia nel mediterraneo a sostegno delle guerre USA eNato.

In una regione segnata dai petrolchimici assassini e semi-dismessi diManfredonia e Brindisi.Ma ora dobbiamo ulteriormente rilanciare il percorso a livello nazionaleverso nuove scadenze e fronti di lotta.Dalla manifestazione di taranto siamo usciti con l'impegno a rilanciare lapiattaforma della manifestazione e della Rete verso uno sciopero generalenazionale.

Allargheremo ulteriormente il lavoro sul campo in queste settimane a partiredalle manifestazioni del 1° maggio e in tutte le scadenze e iniziative dilotta previsti (dai processi esemplari contro la Thyssen, Eternit, UmbriaOlii e tutti gli altri).

Avvieremo la costruzione di una nuova assemblea nazionale per il 27 giugno aRoma con incontri preparatori territoriali e regionali a Palermo, Taranto,Napoli, Roma, Ravenna, Milano, Bergamo, Marghera, Torino, e ovunque saràpossibile, per pianificare in autunno nuove iniziative nazionali. Inparticolare pensiamo a una lotta sul "caso Eternit" a Casal Monferrato e una

nuova giornata di lotta con mobilitazione nella prima decade di dicembre.

Da questa assemblea dobbiamo uscire con la definizione di questiappuntamenti, ma anche con nuove proposte per la costruzione della rete edella lotta tra i lavoratori immigrati e per formare una struttura diservizio


----- > la Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro

giovedì 16 aprile 2009

Ennesima aggressione fascista a Palermo

La sera del 16.04.09 intorno alle 23.30, durante un’affissione per propagandare le iniziative e la mobilitazione contro il G8 di Siracusa, un gruppo di compagn* di scuole e università veniva aggredito da un gruppo di trenta ragazzi di Azione Universitaria, dell’associazione studentesca AREA 734, e di altri gruppi di destra cittadina.Il fatto avveniva davanti l’ingresso della facoltà di Giurisprudenza dove si stava svolgendo la manifestazione "Palermo IN-visibile". Si tratta di un progetto finanziato dall'Università degli Studi di Palermo ai sensi della legge 429/85. La realizzazione era curata appunto dall'associazione studentesca AREA734 di giurisprudenza e Azione Universitaria.
Il bilancio della serata tre compagni contusi e punti in testa, per ferite causate da colpi di cinghie e di tondini di metallo, che i giovani rampolli di destra custodivano all’interno della facoltà!
Ci chiediamo come sia possibile che venga data in gestione una facoltà pubblica per una serata di finanziamento a organizzazioni che non per la prima volta si sono macchiati di tali spregevoli azioni.
Poi paradossalmente ci domandiamo se non sia il caso che docenti e preside della facoltà di giurisprudenza non diano una ripassata al Diritto Costituzionale: lo Stato italiano nasce con la stesura della Costituzione, che vieta espressamente la ricostituzione sotto qualsiasi forma del partito fascista! Non è forse quantomeno preoccupante che venga data a questi l’opportunità di usufruire degli spazi e dei fondi pubblici per finanziarsi?
Condanniamo ogni azione e aggressione fascista e razzista!
Perché le Università e le scuole siano luoghi di libera circolazione di saperi e pensieri, oggi più che mai contro il revisionismo storico, lanciamo un’assemblea antifascista per venerdì 17 aprile ore 16.00 presso la facoltà di scienze politiche di Palermo.
Riappropriamoci dei nostri spazi e della nostra libertà di movimento!





Laboratorio Antifascista Palermitano

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